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“La nostra vita”, regia di Daniele Lucchetti.

Immagine tratta dal film.

Claudio (Raoul Bova) è un operaio edile che lavora nei cantieri della periferia romana e vive con la moglie Elena (Isabella Ragonese) ed i due figli, in attesa del terzo. Gran lavoratore e marito devoto ed innamorato,rimane sconvolto ed impreparato dalla morte che raggiunge la moglie proprio mentre sta dando alla vita il piccolo Vasco. Incapace di fronteggiare il dolore, si mette in testa di dover risarcire i figli, dandogli tutte quelle cose che, se non altro, si possono comprare. Si mette così in un affare più grosso di lui, dalle ripercussioni economiche e morali. Lucchetti non è uno dei registi più prolifici del nostro cinema, ma quando parla, lo fa con qualcosa da dire, con una regia da sperimentare. Con “La nostra vita”, va a osservare il mondo delle borgate romane ma non solo, spicchi di quotidianità comune a tutta Italia.

Sugli abitanti di questo mondo, molto più persone che personaggi,  e sugli immigrati con cui condividono l’ambiente di vita e di lavoro, lo sguardo del regista è fermo, non è uno sguardo che giudica, ma che guarda, capisce, è uno sguardo onesto, quasi ottimista. Riesce a vedere il domani di quei bambini che giocano negli androni dei palazzi nuovi, senza passato, un domani che riesce a riscattare le amarezze del presente. Reale e consapevole ossatura del vivere di oggi,ricoperta da tutte le speranze e le delusioni delle esistenze che ruotano intorno . Fotografia nitida delle speranze che prendono forma nelle menti dei padri, Lucchetti dà voce all’uomo normale che vive di niente e  si copre di sogni.

Farfaruga.

Focus: Clint Eastwood (parte I)

Nome: Clint Eastwood

Data di nascita: 31 Maggio 1930

Luogo di nascita: San Francisco, California, USA

Nazionalità: americano

Professione: attore, compositore, regista, produttore, scrittore

Clint Eastwood è nato a San Francisco, in California, da Clinton Eastwood, un metalmeccanico, e da Margaret Ruth, un’operaia di fabbrica. La sua famiglia si trasferì spesso in cerca di lavoro fino a stabilirsi a Oakland.

Si diploma nel 1948. Svolge una serie di lavori umili prima di essere arruolato nell’esercito. Clint Eastwood, forse il cowboy più famoso del mondo, ha iniziato la sua carriera lavorando come boscaiolo e metalmeccanico.

Congedato nel 1953, si iscrive al Los Angeles City College mantenendosi con vari lavori saltuari tra cui scavatore di piscine.

Nel 1955, Eastwood recita alcune parti in film di serie B, come Tarantula, La vendetta del mostro e Francis in the Navy. Successivamente viene scritturato per recitare nella serie televisiva Rawhide.

Nel 1964 recita nel film Per un pugno di dollari di Sergio Leone. L’anno successivo torna sugli schermi come l’Uomo Senza Nome in Per qualche dollaro in più. Nel 1966 recita nel suo ultimo “spaghetti western“, Il buono, il brutto, il cattivo di Leone. Eastwood diventa una stella nascente a livello internazionale.

Negli anni 70 interpreta Harry Callaghan nella serie conosciuta in America come Dirty Harry. Il ruolo era stato previsto inizialmente per Frank Sinatra, ma è andato a Eastwood dopo che Sinatra ha abbandonato all’ultimo momento. In quegli anni fonda la sua società di produzione chiamata Malpaso e fa il suo debutto alla regia con il trhiller Brivido nella notte.

Non finisce qui…

Danilo Camassa

90 anni di Sordi: il mitico Albertone

15 giugno 2010: ricordi di Albertone

Sono appena tornato dalla bellissima Roma dove ho trascorso tre giorni meravigliosi. Mi ha colpito vedere la citta’ tappezzata di locandine pubblicitarie circa avvenimenti in memoria del grande Alberto Sordi, che ci ha lasciato 7 anni fa.
Tra l’altro esce anche un libro che celebra il grande attore “Alberto Sordi italiano” del giornalista e scrittore Giancarlo Governi.
Insieme avevano realizzato il famoso programma televisivo ” Storia di un italiano”, che raccontava l’Italia del tempo, quella del miracolo economico, i cambimenti socio -culturali in corso.
Alberto Sordi racconta l’Italia e soprattutto l’ archetipo dell’italiano con i suoi usi, costumi , vizi, abitudini semplicemente.
Personaggi tragi-comici, molti dei quali incarnazione del tipico italiano medio  un po’ cinico e vigliacco, conformista e mammone , sono sempre presenti nelle sue riproduzioni cinematografiche.

Molto riservato Alberto vanta diversi riconoscimenti artistici :4 Nastri d’argento, un Orso d’argento a Berlino nel 1972, un Leone d’oro alla carriera nel 1995 e un David di Donatello alla carriera nel 1999.

Filmografia ( scelta solo di alcuni film)
Incontri Proibiti (1998) , Interpreta “Armando”, Regia, Sceneggiatura
Romanzo Di Un Giovane Povero (1995) Interpreta “Signor Bartoloni”
Assolto Per Aver Commesso Il Fatto (1991) Interpreta “Emilio Garrone”, Regia, Sceneggiatura
Vacanze Di Natale ‘91 (1991) Interpreta “Sabino”, Sceneggiatura
L’Avaro (1989)
Interpreta “Arpagone”, Sceneggiatura
I Promessi Sposi (1989)Interpreta “Don Abbondio”
Una Botta Di Vita (1988)Interpreta “Elvio Battistini”, Sceneggiatura
Un Tassinaro a New York (1987)Interpreta “Pietro”, Regia, Sceneggiatura
Tutti Dentro (1984)Interpreta “Giudice Salvemini”, Regia, Sceneggiatura
Il Tassinaro (1983)Interpreta “Pietro Marchetti”, Regia, Sceneggiatura
La Vita Comincia a… (1983)Interpreta “altri personaggi”
Io So Che Tu Sai Che Io So (1982)Interpreta “Fabio Bonetti”, Regia, Sceneggiatura
Il Marchese Del Grillo (1981) Interpreta “Onofrio Del Grillo/Il carbonaio Gasperino”, Sceneggiatura
Io e Caterina (1980)Interpreta “Enrico Menotti”, Regia, Sceneggiatura
Il Malato Immaginario (1979)Interpreta “Argante”
L’Ingorgo, Una Storia Impossibile (1978)Interpreta “L Avvocato”
I Nuovi Mostri (1977)Interpreta “Giovan Maria Catalan Del Monte/Franchino/L’attore”Polvere Di Stelle (1973)Regia, Sceneggiatura, Interpreta “altri personaggi”
Lo Scopone Scientifico (1972)Interpreta “Peppino”
Roma (1972)Interpreta “Se stesso”, Interpreta “altri personaggi”
Detenuto In Attesa Di Giudizio (1972)Interpreta “altri personaggi”
Bello, Onesto, Emigrato Australia Sposerebbe Compaesana Illibata (1971)Interpreta “Amedeo Battipaglia”
Prima Comunione (1950)Interpreta “(voce narrante, non accreditato)”
Circo Equestre Za Bum (1945)Interpreta “altri personaggi”
Tre Ragazze Cercano Marito (1944)Interpreta “Giulio”
La Notte Delle Beffe (1940)Interpreta “Bentivoglio”
carlo caruso

Go – Una notte da dimenticare, di Doug Liman (1999).

Go - Una notte da dimenticare (1999)


Sulla scia di Pulp Fiction, Doug Liman dirige Go – Una notte da dimenticare, uscito nelle sale cinematografiche nel 1999. La regia è l’aspetto che più ricorda la geniale opera di Quentin Tarantino: l’ordine non cronologico degli avvenimenti, i continui rimandi temporali, citazioni pop di una cultura che affonda le sue radici nei rave party di fine anni ’90. Ronna lavora in un supermercato con i suoi amici Simon e Claire. In seguito a varie coincidenze decide di vendere delle pasticche di ecstasy a prezzi esorbitanti, finendo nel giro di un rave fatto di droga, musica tecno e ragazzini cui la nostra offre delle aspirine spacciandole per potenti stupefacenti. La storia è raccontata dal punto di vista dei tre ragazzi, cui si aggiunge una coppia di attori – poliziotti che collaborano con un programma investigativo anti droga. Molti critici furono concordi nel premiare l’originalità della trama, pur se inserita in un contesto già nato con Quentin Tarantino, che a sua volta attingeva dalle innumerevoli fonti del cinema hollywoodiano.

Considerato un fratello minore di Pulp Fiction, Go, che ha per protagoniste attrici giovani senza particolare esperienza quali Sarah Polley e una giovane Katie Holmes (star mondiale del telefilm teen Dawson’s creek) resta un esperimento di culto per il modo dettagliato e brillante con cui ha descritto il mondo dei rave, che ebbero la loro esplosione proprio sul finire dei ’90. La cultura dei gabbers, i pusher tutto muscoli e sesso che imperversano in questi enormi tendoni adibita a discoteche techno, ma anche giovani cassiere che, senza pensarci minimamente, accettano di far da tramite pur guadagnare qualche soldo in più. E l’annosa, ma sempre urgente domanda che, a discapito di qualsiasi notte da dimenticare, è indispensabile porre: “E ora che cosa facciamo a Capodanno?”.

Carmine Della Pia

L’uomo nell’ombra


Con questo film Roman Polanski ha ritirato a Berlino il premio alla regia, finito di girare nella sua casa in svizzera, dove era agli arresti domiciliari. La pellicola è tratta da The Ghostwriter, romanzo di Robert Harris, dal quale mantiene inalterata la trama letteraria.

Thriller claustrofobico, dall’inizio alla fine, costruito coi tempi giusti, come solo Polanski sa fare. Tensione dal primo all’ultimo minuto che travolge col suo carico di dettagli inquietanti. Nulla è come appare, tanto che anche noi che guardiamo ci sentiremo spaesati e inquieti, così come il protagonista, interpretato dall’attore Ewan McGregor. Per tutto il film il nome del protagonista non viene svelato, operazione atta, forse, a sottolineare il senso di mistero che pervade tutto il lungometraggio. Tutto succede nell’ “ombra”, tutti agiscono all’ “ombra”, come si fa a venirne a capo? Adam Lang, ex ministro britannico, assolda uno scrittore per scrivere le sue memorie, dopo che il precedente è scomparso in circostanze non chiare. Lo scrittore viene a conoscenze di segreti pericolosi che riguardano la famiglia del ministro e la suspance per noi osservatori cresce. La BBC ha notato che tra le questo primo ministro e Tony Blair ci sono delle somiglianze…

Eleonora Gurrieri