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“La nostra vita”, regia di Daniele Lucchetti.

Immagine tratta dal film.

Claudio (Raoul Bova) è un operaio edile che lavora nei cantieri della periferia romana e vive con la moglie Elena (Isabella Ragonese) ed i due figli, in attesa del terzo. Gran lavoratore e marito devoto ed innamorato,rimane sconvolto ed impreparato dalla morte che raggiunge la moglie proprio mentre sta dando alla vita il piccolo Vasco. Incapace di fronteggiare il dolore, si mette in testa di dover risarcire i figli, dandogli tutte quelle cose che, se non altro, si possono comprare. Si mette così in un affare più grosso di lui, dalle ripercussioni economiche e morali. Lucchetti non è uno dei registi più prolifici del nostro cinema, ma quando parla, lo fa con qualcosa da dire, con una regia da sperimentare. Con “La nostra vita”, va a osservare il mondo delle borgate romane ma non solo, spicchi di quotidianità comune a tutta Italia.

Sugli abitanti di questo mondo, molto più persone che personaggi,  e sugli immigrati con cui condividono l’ambiente di vita e di lavoro, lo sguardo del regista è fermo, non è uno sguardo che giudica, ma che guarda, capisce, è uno sguardo onesto, quasi ottimista. Riesce a vedere il domani di quei bambini che giocano negli androni dei palazzi nuovi, senza passato, un domani che riesce a riscattare le amarezze del presente. Reale e consapevole ossatura del vivere di oggi,ricoperta da tutte le speranze e le delusioni delle esistenze che ruotano intorno . Fotografia nitida delle speranze che prendono forma nelle menti dei padri, Lucchetti dà voce all’uomo normale che vive di niente e  si copre di sogni.

Farfaruga.

About a Boy – Un ragazzo (2002) di Paul e Chris Weitz

Il titolo About a Boy inganna. Il film è in realtà su due ragazzi, uno che è cresciuto troppo in fretta e uno che non è mai cresciuto.

Uno si preoccupa per gli altri al punto di annullare se stesso, e l’altro si prende cura di se stesso al punto di annullare gli altri. Uno non ha mai avuto la possibilità di godersi veramente la vita e l’altro vive l’attimo. Entrambi sono il prodotto del loro ambiente. Uno è stato povero per tutta la sua vita e deve cercare di prendersi cura della madre, incredibilmente depressa, mentre l’altro vive lussuosamente arricchendosi con i diritti su una canzone di Natale che suo padre scrisse tempo prima. Il primo ha vissuto con la disperazione per troppo tempo e l’altro non sa neanche cosa sia. I due si incontrano per caso, e in definitiva hanno bisogno l’uno dell’altro…

Uno dei ragazzi si chiama Will (Hugh Grant), un trentaseienne fannullone che organizza la sua giornata in blocchi di mezz’ora. L’altro è Marcus (Nicholas Hoult), un dodicenne emarginato la cui madre, Fiona, (Toni Collette)  lo ha cresciuto da sola. A scuola non ha amici e viene continuamente deriso.  A casa sua madre piange, e non sa il perché.

La donna ideale di Will è separata, meglio se abbandonata, con figli al seguito e molti problemi… Così decide di infiltrarsi in un gruppo di sostegno per genitori single. La sua vita si intreccerà con quella di Marcus…

Il film è stato diretto da Chris e Paul Weitz, i cui precedenti lavori includono l’originale American Pie e Ritorno dal paradiso, ed è tratto dal romanzo omonimo di Nick Hornby.

Si tratta di una fetta di vita tradotta in film. A ritrarre i personaggi ci pensa un competente cast di attori inglesi (e un’ australiana). Toni Collette interpreta di nuovo una madre tormentata, come aveva già fatto ne Il sesto senso. La performance “chiave” è di Nicholas Hoult che trasuda una tranquilla timidezza che non viene sopraffatta dall’eccentricità del personaggio di Hugh Grant.

About a Boy contiene una generosa quantità di umorismo; è una commedia ben riuscita che raccoglie piaceri e dolori di personaggi molto umani.

Danilo Camassa