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“La nostra vita”, regia di Daniele Lucchetti.

Immagine tratta dal film.

Claudio (Raoul Bova) è un operaio edile che lavora nei cantieri della periferia romana e vive con la moglie Elena (Isabella Ragonese) ed i due figli, in attesa del terzo. Gran lavoratore e marito devoto ed innamorato,rimane sconvolto ed impreparato dalla morte che raggiunge la moglie proprio mentre sta dando alla vita il piccolo Vasco. Incapace di fronteggiare il dolore, si mette in testa di dover risarcire i figli, dandogli tutte quelle cose che, se non altro, si possono comprare. Si mette così in un affare più grosso di lui, dalle ripercussioni economiche e morali. Lucchetti non è uno dei registi più prolifici del nostro cinema, ma quando parla, lo fa con qualcosa da dire, con una regia da sperimentare. Con “La nostra vita”, va a osservare il mondo delle borgate romane ma non solo, spicchi di quotidianità comune a tutta Italia.

Sugli abitanti di questo mondo, molto più persone che personaggi,  e sugli immigrati con cui condividono l’ambiente di vita e di lavoro, lo sguardo del regista è fermo, non è uno sguardo che giudica, ma che guarda, capisce, è uno sguardo onesto, quasi ottimista. Riesce a vedere il domani di quei bambini che giocano negli androni dei palazzi nuovi, senza passato, un domani che riesce a riscattare le amarezze del presente. Reale e consapevole ossatura del vivere di oggi,ricoperta da tutte le speranze e le delusioni delle esistenze che ruotano intorno . Fotografia nitida delle speranze che prendono forma nelle menti dei padri, Lucchetti dà voce all’uomo normale che vive di niente e  si copre di sogni.

Farfaruga.

E’ nelle sale Saw VI

La locandina del film

Dal primo giugno, è nelle sale italiane il sesto capitolo della saga di Saw: l’enigmista. Continuano le cattive azioni del detective Hoffman,  prima discepolo di jigsaw, poi , alla morte di questo, esecutore in prima persona del suo volere. Stavolta nel labirinto dei giochi, ci troviamo William Easton, capo di un’impresa di assicurazioni, abituato a giocare con la vita dei suoi clienti, e per questo meritevole di finire nella risoluzione degli enigmi dell’enigmista con i suoi collaboratori. La saga di questo script è destinata a continuare nel tempo, visto come è strutturata una trama in cui, secondo l’ottica dell’enigmista, ci sarà sempre un colpevole da punire per le sue malefatte, e ci sarà sempre un discepolo che vorrà perseguire questa vendetta.

Saw VI, non ha gli intriganti giochi di SawV, ma dispone di un elevato coinvolgimento emotivo che converte il gioco di morte in un gioco di coscienza, chi giudica chi? Un assassino che ha consacrato la propria follia omicida al mondo, contro uno squalo delle regole moderne, un uomo abituato a decidere chi dei suoi assicurati, ha il diritto di vivere e chi invece deve morire. Oltre a questo confronto, Saw VI, fa entrare la moglie dello scomparso JigSaw, nel gioco della morte, ed il detective Hoffman dovrà morire dopo aver servito la causa, perchè troppo cruento, non deve piacere far male o uccidere, bisogna farlo, perchè per l’enigmista è un dovere quello di far capire alle persone i propri sbagli, dando loro la possibilità di vivere, ma anche quella di morire. Comunque, sarà in uscita ad Halloween 2010, negli Stati Uniti, Saw VII, questa volta in 3D. Ma sarà dura per gli ideatori, mantenere il trend di Saw VI, migliore capitolo di questa saga horror, dopo il primo SAW.

Farfaruga.