Cinema CheBlog!

Un altro blog Cheblog!
Home » Posts tagged 'film'

“I Mercenari”, film d’azione di Sylvester Stallone.

La locandina del film.

Un gruppo di mercenari guidati dal veterano Barney Ross ( Sylvester Stallone) viene ingaggiato da Mr Church (Bruce Willis) con il compito di infiltrarsi in un paesino del Sudamerica e di rovesciarne il dispotico dittatore, il generale Gaza ( David Zayas), ma i soldati scopriranno presto che nell’operazione il cliente ha omesso alcuni particolari di vitale importanza e, per salvare una vita innocente, il gruppo si troverà a fronteggiare nemici interni, oltre che esterni. Della squadra, oltre a Ross, fanno parte anche Lee Christmas (Jason Statham), un ex componente delle forze speciali britanniche, esperto in  armi bianche; Yin Yang (Jet Li), maestro di arti marziali; Hale Ceasar (Terry Crews) esperto di armi ed amico di Ross di lunga data; Toll Road (Randy Couture) demolitore che è anche l’intellettuale del gruppo; Gunnar Jensen (Dolph Ludngren) tormentato cecchino provetto. Dopo aver ricevuto la prima parte del pagamento dall’enigmatico Mr. Church, Ross ed i suoi mercenari, si recano sul posto e prendono contatti con la resistenza locale, impersonata da Sandra (Giselle Itiè). La scoperta del loro vero avversario sarà un vero e proprio shock: l’operativo Cia, James Monroe (Eric Roberts) ed il suo perfido collaboratore Paine (il wrestler Steve Austin) presenti anche Mickey Rourke ed Arnold Schwarzenegger.

I Mercenari è un film tributo ad una serie di pellicole d’azione degli anni ‘80, che vede straordinariamente riunito un gruppo di uomini in grande forma fisica, amici di vecchia data. Stallone riassume così le regole base per un film di successo: azione, amicizia, volti noti ed una buona dose di “cattiveria” bonaria, molto diversa dai molti film su alieni o mostri spaziali, tanto frequenti nei cinema negli ultimi tempi.

Farfaruga.

“La nostra vita”, regia di Daniele Lucchetti.

Immagine tratta dal film.

Claudio (Raoul Bova) è un operaio edile che lavora nei cantieri della periferia romana e vive con la moglie Elena (Isabella Ragonese) ed i due figli, in attesa del terzo. Gran lavoratore e marito devoto ed innamorato,rimane sconvolto ed impreparato dalla morte che raggiunge la moglie proprio mentre sta dando alla vita il piccolo Vasco. Incapace di fronteggiare il dolore, si mette in testa di dover risarcire i figli, dandogli tutte quelle cose che, se non altro, si possono comprare. Si mette così in un affare più grosso di lui, dalle ripercussioni economiche e morali. Lucchetti non è uno dei registi più prolifici del nostro cinema, ma quando parla, lo fa con qualcosa da dire, con una regia da sperimentare. Con “La nostra vita”, va a osservare il mondo delle borgate romane ma non solo, spicchi di quotidianità comune a tutta Italia.

Sugli abitanti di questo mondo, molto più persone che personaggi,  e sugli immigrati con cui condividono l’ambiente di vita e di lavoro, lo sguardo del regista è fermo, non è uno sguardo che giudica, ma che guarda, capisce, è uno sguardo onesto, quasi ottimista. Riesce a vedere il domani di quei bambini che giocano negli androni dei palazzi nuovi, senza passato, un domani che riesce a riscattare le amarezze del presente. Reale e consapevole ossatura del vivere di oggi,ricoperta da tutte le speranze e le delusioni delle esistenze che ruotano intorno . Fotografia nitida delle speranze che prendono forma nelle menti dei padri, Lucchetti dà voce all’uomo normale che vive di niente e  si copre di sogni.

Farfaruga.

Bright Star di Jane Campion.

Immagine tratta dal film Bright Star.

Film tratto dall’omonimo romanzo saggio di Elido Fazi, racconta la storia d’amore tra il poeta John Keats e Fanny, una delicata ed intensa storia d’amore ambientata nell’Inghilterra romantica di fine Ottocento, è affidata alla delicata interpretazione di due attoti giovanissimi, Abbie Cornish e Ben Whishaw, che vvivono con stupefacente ribellione e poesia la loro passione impossibile. Il film riscopre con incanto e dolcezza tracciati biografici, il poeta romantico inglese Keats, raccontandone gli ultimi 2 anni di vita vissuti nella passione ricambiata per la coetanea Fanny Brawne. Jane Campion, unica donna regista ad aver vinto la palma di Cannes nel 1992 con “Lezioni di piano” ed eccelsa narratrice di condizioni e sentimenti femminili, pone ancora al centro della sua narrazione cinematografica, la figura di un’eroina in lotta con le convenzioni sociali dell’epoca e desiderosa d’amore.  Il film è impermeato su abbondanti riferimenti all’opera di Keats, il poeta si svela allo spettatore attraverso i suoi scritti e le sue opere immortali.

Un omaggio ad un componente importante del romanticismo che la Campion, con precisione storica, ricostruisce, senza scalfirne l’aura poetica. Un viaggio elegante attraverso una storia delicata e prorompente al contempo, che esalta le composizioni poetiche di Keats, rivelandone la sofferenza, i batticuori e tutte quelle sfumature di dolore e gioia che rendono una persona innamorata e che il poeta ha saputo descrivere egregiamente attraverso le sue opere. La Campion sembra scardinare l’involucro di un uomo, per trovare il poeta, l’essenza di chi sa parlare con il cuore e sa vivere  di emozioni.

Farfaruga.

BARBAROSSA (2009)

Una regia italiana capace di creare un film emozionante e spettacolare. Ho gustato la parte storica ripensando alla nascita della mia cittá: Milano.
Alberto da Giussano é un ragazzino acerbo quando, involontariamente, salva la vita a Federico I (Rutger Hauer), detto il Barbarossa. Quest’ultimo é imperatore della Germania. Il suo potere vorrebbe estendersi non solo al Nord Italia, giá attivo politicamente nei diversi Comuni, ma anche fino al Regno di Sicilia.
Alberto (Raz Degan) vive nelle mura di Milano con la sua famiglia. Cresce insieme ai suoi amici e alla complicitá di Eleonora (Kasia Smutniak), una ragazza emarginata perché riconosciuta come strega.

Ormai uomo, Alberto conosce e vive gli scontri perenni che avvengono tra i diversi Comuni adiacenti. In seguito ad un combattimento contro lodigiani resta ferito. Al suo risveglio qualcosa intorno a lui sará cambiato.
L’imperatore Barbarossa, oltraggiato dagli stessi consoli Milanesi che non vorrebbero scendere a patti con i rivali confinanti, decide di compiere i primi attacchi contro ogni Comune.
Per gli abitanti di Milano inizierá uno scontro di orgoglio. Coraggiosi e temerari terranno testa all’esercito del Barbarossa, combattendo con ogni risorsa possibile.
Alberto si batterá gloriosamente, ma invano. Per un frangente storico, Milano…ha visto la sua scomparsa.
L’audacia di chi ha vissuto la morte della propria gente insieme a quella terra nativa, non ha raffronti.
Il popolo milanese vorrá risorgere e a creare la “Compagnia della Morte” ci penserá il nostro Alberto, pronto per vendicare il torto subito.
E’ sempre il destino che crea e scompone. Se non ci fossero stati temerari in grado di combattere i soprusi, forse questa cittá sarebbe rimasta una leggenda anonima.

Simona Leopardi

ZODIAC (2007)

Il film si rifá ad una vicenda realmente accaduta. Negli anni sessanta e settanta a San Francisco vennero compiuto diversi omicidi per mano dello stesso assassino, soprannominato al tempo killer dello Zodiaco.

Il 4 luglio 1969, una coppia appartata in macchina viene brutalmente uccisa.
Qualcuno spedisce al giornale San Francisco Chronicle una lettera trascritta in codice, firmata Zodiac. Sará l’inizio di una serie di riscontri macabri, con delitti in successione.
Quattro uomini reagiscono a questo scempio tentando di far luce sul mistero. Robert (Jake Gyllenhaal), un vignettista del San Francisco Chronicle, con la complicitá del collega giornalista Paul (Robert Downey Jr.), andrá a caccia di indizi in concomitanza dei due detective Dave (Mark Ruffalo) e Bill (Anthony Edwards).

Spesso sembrano riuscire nell’impresa, ma piú passano gli anni e piú le loro esistenze tracollano in un oblio di sfiducia. Robert sembra l’unico a restare cosciente di fronte all’ossessione per Zodiac.
Ho vissuto diverse scena del film con vera angoscia. Ció significa che il regista ha compiuto un ottimo lavoro. Il riscontro sconvolgente é rendersi conto di quanta veritá esista dietro a questo film.
Siamo consapevoli di quanta depravazione regni indisturbata in questo mondo. Forse riepilogare attraverso immagini analoghe ci sconvolge le idee. Sono convinta che nemmeno con tutta la fantasia a nostra disposizione saremmo mai capaci di ricreare dell’odio cosí atroce.
Alcuni resteranno delusi dal riscontro, altri probabilmente non riusciranno a crederci. Purtroppo di Zodiac ne esistono talmente tanti che dovrebbero plasmare un mondo a parte. In questa maniera sfogherebbero l’infermitá mentale che li assilla su loro stessi, senza prendersela sempre con l’innocenza.

Simona Leopardi

STAR TREK (2009)

Dopo una seria televisiva di grande successo, non poteva mancare un rebot.
Personalmente non sono una fan di questi generi cinematografici, ma il film é stato di mio gradimento. Gli effetti speciali e la fantasia di ricreare un futuro cosí tanto distante da noi sono riusciti perfettamente.

Tutto ha inizio durante uno scontro che avviene tra la Federazione USS Kelvin e un’astronave Romulana uscita da un buco nero. Durante l’attacco il capitano Nero (Eric Bana) vincola il capitano Robau a salire nella sua nave nemica. Il comando della USS Kelvin viene dunque destinata al primo ufficiale George Kirk (Chris Hemsworth). Winona, la moglie di quest’ultimo, nello stesso attimo sta per partorire proprio sul veicolo spaziale. I Romulani sembrano troppo forti da contrastare e per una serie di circostanze impellenti, George si vede costretto a sacrificare la sua vita per mettere in salvo il resto dell’equipaggio, compresa Winona.
Prima di far schiantare la USS Kelvin contro l’astronave Romulana, George assiste in diretta audio al parto della moglie. Il nuovo arrivato é un maschietto e gli viene dato il nome di James Tiberius Kirk.

Qualche anno dopo James (Chris Pine), senza una figura paterna al seguito, sembra cacciarsi costantemente nei guai. Nel frattempo, sul pianeta Vulcano, Spock (Zachary Quinto) cresce deriso dai suoi simili, a causa delle orgini terrestri della madre.
I due ancora non lo sanno, ma ben presto le loro vite si incroceranno, dando vita ad un seguito che cambierá le sorti di molte azioni passate.
Mio attore preferito in questo film é l’affascinante Eric Bana. Peccato interpreti la parte del cattivo.

Simona Leopardi

L’AVVOCATO DEL DIAVOLO (1997)

Se pur a tratti surreale, il film rispecchia le dissolutezze di questo mondo. Lo fa in maniera altamente corrosiva, donando prima il superficiale, per poi aspirare al dolore piú profondo.
Kevin Lomax (Keanu Reeves) é un avvocato di provincia. La sua attuale causa é incentrata sulla difesa di un professore accusato di molestie da una sua studentessa. Kevin, ancorato al suo temerario coraggio nel controbattere ogni tipo di calunnia, riuscirá a vincere il verdetto finale. La moglie Mary Ann (Charlize Theron), sempre al suo fianco é pronta a sostenerlo costantemente. Anche quando Kevin viene assunto da un’importante studio legale di New York. La loro esistenza inizierá a prendere una forma diversa.

Trasferiti ormai nella grande cittá, Mary e Kavin sembrano vivere un grande sogno. John Milton (Al Pacino), il proprietario dello studio legale, nutre una particolare simpatia per il nuovo arrivato, tanto da progredire insieme a lui in un rapporto di consigli, confidenze e buoni propositi.
Ma le redini della vita di Kevin, rimaste ormai senza controllo, si imbattono nel decomposto e avariato mondo del successo, finendo col perdere di vista i valori principali.
Mary, costantemente sola, soffre per l’assenza del marito e vede nelle facce di chi vorrebbe starle vicino, qualcosa di torbido. Ha notato infatti tutto quello che Kavin non riesce a notare, a carpire, a distinguere.
La loro perfetta esistenza sta per essere sotterata dal maligno. L’ostilitá del nostro mondo, la cattiveria e l’odio, circondano anche l’essere piú pulito, fino a distruggerlo, ad ucciderlo o peggio ancora, a contaminarlo.

Simona Leopardi

NON E’ UN PAESE PER VECCHI (2005)

Tratto dal romanzo di Cormac McCarthy, la storia descrive perfettamente la violenza, il ricatto e l’ambizione della mente umana.
Llewelyn Moss (Josh Brolin) é un operaio texano che un giorno, per caso, si imbatte in una scena macabra di uccisione. In mezzo a quei cadaveri trova un’enorme somma di denaro.
Nonostante la beltá del suo animo, crede che questa sia la perfetta via di fuga per rifarsi una vita insieme a Carla Jean (Kelly Macdonald), sua moglie. Decide quindi di appropriarsi dei soldi.
Ma per riuscire nell’impresa….inizia il suo calvario.

Chi segue le sue tracce non é solo lo sceriffo Ed Tom Bell (Tommy Lee Jones), che vorrebbe aiutare Moss, ma anche lo spietato serial killer Anton Chigurh (Javier Bardem), un uomo psicopatico con una vera e propra miscela di odio allo stato puro.
Sará Anton a dare tachicardia alle sequenze. La sua violenza valica confini impossibili e chi lo incontra, non percepisce il pericolo che ha davanti.
Moss cercherá di utilizzare tutto il suo ingegno per salvare la pelle e il bottino. Non sará facile combattere contro Anton, che incarna la malvagitá. Inoltre si aggiungeranno anche i messicani, che cercheranno di arrivare a Moss prima del serial killer.
Inizialmente il film va a rilento. Molte scene, fievoli all’apparenza, sono state ricreate per sentire e provare le stesse emozioni dei personaggi. L’attore Javier Bardem interpreta il ruolo di Anton in maniera impeccabile. Basta vedere il suo viso per sentire un brivido sulla pelle.
Credete che io stia esagerando? Béh allora guardatevi il film.

Simona Leopardi

NUMBER 23 (2007)

Siamo soliti vedere il nostro Jim Carrey come la pazzia e l’iaritá fatta a persona.
Questa volta vi stupirá. Credo che sia la sua prima interpretazione seria e se posso esprimere un opinione personale (cosa che faccio praticamente sempre) a me la storia é piaciuta parecchio. Forse perché alterna invenzione e realtá, tutto rigorosamente soffocato da uno stile di mistero allo stato puro.
Walter Sparrow (Jim Carrey) é un accalappiacani. E’ sposato con Agatha (Virginia Madsen) e insieme hanno un figlio di nome Robin (Logan Lerman).
Una sera Walter, dopo essersi dato appuntamento con la moglie, arriva in ritardo a causa di alcuni imprevisti. Nel frattempo Agatha, per spezzare l’attesa, compra un libro dal titolo “Number 23″, destinato a Walter per il compleanno.

Leggendo il manoscritto, il nostro protagonista sembrerá rapito dal racconto. La vicenda narra di un Detective. Il Detective Fingerling. C’é qualcosa peró nella personalitá del personaggio inventato, che rispecchia perfettamente la vita passata di Walter.
Se inizialmente sembrava una sorta di casualitá, ben presto Walter si ritroverá di fronte ad un grande enigma. E la sua curiositá, bramata dalla voglia di scoprire la fine del libro, si trasformerá in un’ossessione. L’ossessione per il numero 23.
Ogni data, nome, numero o azione sembreranno riportare sempre a quella stessa cifra….23.
Unico indizio per risalire all’autore del manoscritto resterá l’appellativo “Topsy Kretts”.
Walter vuole capire. Fará di tutto per scoprire la veritá.
Con l’aiuto del figlio e della moglia, quest’ultima spesso scettica e scontrosa, non troverá pace finché non avrá scovato una spiegazione logica dietro alle similitudini tra lui e il Detective Fingerling.

Simona Leopardi

GRAN TORINO (2008)

Un fantastico Clint Eastwood che dirige ed interpreta questo splendido film.
Per molti il titolo puó sembrare eloquente, ma la sotria, toccante e umana, si rifá ai giorni nostri.
Walt Kowalski (Clint Eastwood) é rimasto vedovo da poco tempo. E’ un reduce della guerra coreana e un pensionato. Vive in una zona ormai insidiata da asiatici e il suo odio profondo per una razza tanto diversa dalla sua, lo rende schivo e misantropo. Inoltre non ha un buon rapporto con i suoi figli e la sola persona che sembra volerlo allontanare dalla sua chiusura emotiva é padre Janovich (Christopher Carley), un giovane religioso.

Thao (Bee Vang) é un ragazzo che vive nell’appartamento vicino a Walt, insieme alla nonna, alla madre e alla sorella. Spinto mentalmente da un suo cugino, che vorrebbe incorporare Thao in una vita da criminale, verrá contrastato dalla stessa banda di teppisti, che si prenderanno gioco di lui. In pochi istanti succederá una gran confusione. Sará allora che Walt interverrá in favore dei suoi vicini asiatici.
Con molta fatica, il nostro protagonista asociale, imparerá a capire le difficoltá che si nascondono dietro a gente che ha la sola pretesa di vivere un’esistenza normale. Instaurerá un rapporto con Thao, arrivando persino a designare una vera figura paterna per quel giovane insicuro.
Una storia drammatica che ci lascia riflettere con luciditá. I fatti si svolgono con molta inquietudine, prima di arrivare all’armistizio interiore del personaggio principale.
Il problema é che qualcuno, forse ormai fuori strada, dannato e perduto, cercherá di infrangere costantemente ogni equilibrio.

Simona Leopardi