Cinema CheBlog!

Un altro blog Cheblog!
Home » Posts tagged 'donna'

Bright Star di Jane Campion.

Immagine tratta dal film Bright Star.

Film tratto dall’omonimo romanzo saggio di Elido Fazi, racconta la storia d’amore tra il poeta John Keats e Fanny, una delicata ed intensa storia d’amore ambientata nell’Inghilterra romantica di fine Ottocento, è affidata alla delicata interpretazione di due attoti giovanissimi, Abbie Cornish e Ben Whishaw, che vvivono con stupefacente ribellione e poesia la loro passione impossibile. Il film riscopre con incanto e dolcezza tracciati biografici, il poeta romantico inglese Keats, raccontandone gli ultimi 2 anni di vita vissuti nella passione ricambiata per la coetanea Fanny Brawne. Jane Campion, unica donna regista ad aver vinto la palma di Cannes nel 1992 con “Lezioni di piano” ed eccelsa narratrice di condizioni e sentimenti femminili, pone ancora al centro della sua narrazione cinematografica, la figura di un’eroina in lotta con le convenzioni sociali dell’epoca e desiderosa d’amore.  Il film è impermeato su abbondanti riferimenti all’opera di Keats, il poeta si svela allo spettatore attraverso i suoi scritti e le sue opere immortali.

Un omaggio ad un componente importante del romanticismo che la Campion, con precisione storica, ricostruisce, senza scalfirne l’aura poetica. Un viaggio elegante attraverso una storia delicata e prorompente al contempo, che esalta le composizioni poetiche di Keats, rivelandone la sofferenza, i batticuori e tutte quelle sfumature di dolore e gioia che rendono una persona innamorata e che il poeta ha saputo descrivere egregiamente attraverso le sue opere. La Campion sembra scardinare l’involucro di un uomo, per trovare il poeta, l’essenza di chi sa parlare con il cuore e sa vivere  di emozioni.

Farfaruga.

LA SANDRELLI , CI PROVA CON CRISTINA.

Pochi conoscono il nome di Cristina da Pizzano. Eppure Cristina è stata una figura esemplare nella storia della letteratura. Italiana, vissuta in Francia nel momento del passaggio dalla notte del Medioevo all’alba dell’Umanesimo, fu la prima donna a vivere soltanto grazie alla propria penna, cioè scrivendo e pubblicando opere poetiche. Poeti si nasce o si diventa? Nel caso di Cristina fu precisamente una conquista. Ed è proprio la storia di questa conquista avventurosa che si vuole raccontare. Dal destino precipitata da un’agiata condizione nella miseria più nera, con due figli piccoli, nell’imperversare delle lotte tra Armagnacchi e Borgognoni, Cristina ha un solo imperativo: sopravvivere. Costretta ad immergersi nella Parigi incognita e insidiosa dei derelitti, schiacciati da guerre centenarie, Cristina dovrà risorgere dopo aver toccato il fondo, vincendo fame, paura e disperazione. Ci riuscirà per l’appunto grazie alla scoperta di un dono che portava dentro di sé senza saperlo: il talento poetico..Oltre la trama, è da ritenere di spicco questa figura di donna e di poetessa sconosciuta a più. Non un’attenzione particolare, ai capisaldi ce ben conosciamo, ma ad una figura che prima d’ora assumeva un contorno emblematico. Nel medioevo,quindi, non c’era solo la donna maltrattata e diabolica, questo deve essere uno grandissimo spunto di riflessione, la donna sempre oscurata, ai margini, era capace anche di nobili sentimenti, non un dubbio da mettere in rilievo, ma una certezza che deve avere il sopravvento. La donna medievale, non era solo casa-madre-chiesa. La donna medievale, era un essere capace di sentimenti, di talento. Ora è chiaro, iniziamo a cambiare idea.
AMEDEO MARTONE

AGORA’, FULL IMMERSION NELLA ANTICA GRECIA

Alessandia d’Egitto, quarto secolo dopo Cristo. Ipazia,  garantisce la libertà di professare la propria affiliazione al culto cristiano. Dapprima estromessa dal proprio ruolo di insegnante e, a seguito del suo rifiuto di aderire al nascente culto, uccisa dai fondamentalisti cristiani.
Molti secoli dopo i suoi studi e le sue intuizioni sul movimento degli astri, in totale opposizione con la teoria geocentrica abbracciata dal pensiero dell’epoca, si riveleranno esatti.Centro delle arti e indiscusso forziere della scienza dell’epoca, la Bibilioteca di Alessandria andò completamente distrutta a seguito dell’ingresso dei cristiani all’interno delle sue mura.
Ipazia è una donna dalle idee libere, innovative e una persona  incontestabilmente intelligente. Ma quello per cui la cristianità dell’epoca proprio non riuscirà a trovare un posto è l’inquietante idea che dietro lo studio delle scienze ci possa essere una donna.
Il potere e la cultura quindi sono nelle mani di un elemento considerato marginale dai vescovi del tempo . Prima i pagani, poi gli ebrei e infine le donne saranno oggetto di caccia spietata, quest’ultime per il semplice rifiuto di piegarsi alle direttive incredibilmente restrittive del nascente regime cristiano . Quello che rimane nel cuore dello spettatore è il sentimento di gravissima ingiustizia di fronte all’avanzare del buio dopo anni in cui la luce era stata data talmente per scontata da non accorgersi della sua esistenza fino a un minuto prima della sua stessa scomparsa. Una società in cui le donne, gli ebrei e i cristiani avrebbero potuto vivere in armonia si trasforma presto in un’utopia, e quel che resta sono solo macerie, animali nei luoghi del sapere e animali per le strade, questi ultimi vestiti di abiti sfarzosi e di invasata superiorità religiosa.

                                                                                        AMEDEO MARTONE