Cinema CheBlog!

Un altro blog Cheblog!
Home » Archive by category 'Premi Oscar'

Addio a Liz Taylor, un’icona del cinema

Addio a Liz Taylor, un’icona del cinema

Si è spenta oggi una delle stelle più importanti di hollywood, alla longeva età di 79 anni.

Un’attrice che tutti non possono dimenticare, per i diversi film della sua carriera, tra i quali ricordiamo “Venere in visione” per cui vinse l’Oscar, il suo primo per la precisione..

Molte persone sicuramente si staranno affrettando a chiedere prestiti in 24 ore, pur di poter essere presenti al suo funerale, da tutte le parti del mondo! Chissà se i suoi parenti renderanno accessibile la cerimonia, o quanto meno la tomba, dove i suoi numerossimi fan potranno salutarla, per l’ultima volta.

La sua ultima apparizione in pubblico, è stata nel 2009, in occasione del funerale di Micheal Jackson, suo eterno amico, con il quale si era anche sposata nel 1997.

La giovane Cleopatra, ci ha purtroppo abbandonati, lasciando un vuoto incolmabile in numerosi cuori.

La famiglia si è comunque raccomandata nel non inviare fiori, ma nel devolvere tali somme alle associazioni per la lotta contro l’Aids, malattia di cui purtroppo la nostra attrice era affetta, e che l’ha spenta prematuramente.

Anche grazie alle sue lotte contro questo tremendo e inarrestabile virus, molte persone hanno compreso la gravità del fenomeno e la necessità di prevenirlo..curarlo anche negli stadi iniziali, per cercare di sopravvivere ad un male così crudele.

Alla prossima puntata cari amici, e sincere condoglianze ai suoi cari.

Laura Sangalli

 

 

IL PADRINO PARTE I, L’IMPERO DEI CORLEONE

L'indimenticabile Don Vito Corleone nell'istrionica caratterizzazione di Marlon Brando

Il più fascinoso dei tre. Il ritratto più “spinto”, per certi versi perfino macchiettistico, della mafia sicula trapiantata a “Nuova York”, dei suoi splendori e delle sue miserie, soprattutto del suo charme, fatto di battute ciniche e intramontabili, di trasudante carisma, di sorrisi che bruciano d’inganno.
La prima perla cinematografica estrapolata dall’imponente “corpus” letterario targato Mario Puzo racconta l’ascesa al potere di un giovane intellettualoide, Michael Corleone, che abbandona timidezza e neutralità rispetto agli “affari” di famiglia quando il padre, Don Vito Corleone, viene ferito gravemente da sicari ingaggiati da un clan rivale. Dopo aver ucciso i mandanti del tentato omicidio del padre, Michael fuggirà in Sicilia, per poi rientrare a New York; alla morte di Don Vito, sarà proprio Micheal Corleone a ereditare dal padre il titolo di “Padrino”.
“Il Padrino I” non è soltanto la “fotografia emotiva” di una realtà criminosa di enorme rilevanza nella vita del nostro paese e, nella fattispecie, degli USA. E’ molto, molto di più: è l’inizio della parabola umana di Michael Corleone (che nella parte seconda e terza troverà il suo compimento), è il meccanismo impeccabile di una vicenda intricatissima che si dispiega con crescente pathos e suspense, ed è anche una strepitosa prova delle abilità registiche di Francis Ford Coppola.
Procedendo con ordine, si è definito questo film come il più “fascinoso” dei tre perché è quello che lascia maggior spazio alla caratterizzazione dei personaggi, dipinti come i più classici, stravaganti “pezzi da novanta” dell’organizzazione mafiosa. Davvero impareggiabile, in tal senso, l’interpretazione del grassoccio e cavernoso Marlon Brando, il “Don” per eccellenza. Non a caso, un recente sondaggio ha eletto il “brandiano” Don Vito Corleone come il personaggio più affascinante della storia del cinema: duro, risoluto, autoritario. E allo stesso tempo cordiale, premurosissimo nei confronti della famiglia (il suo valore imprescindibile), perfino “onesto”. Onesto, sì, perché Don Vito, nella sua vita macchiata di sangue, non ha in fondo mai conosciuto il tradimento, la vigliaccheria. Si è sempre guardato dal pugnalare alle spalle il nemico indifeso; tranne forse una volta, quand’era ragazzo…

<!–adsense–>


Impossibile, poi, dimenticare la maschera innocente dell’impacciato Michael Corleone, che il giovane Al Pacino, insospettabilmente, trasformerà ben presto nell’erede di Don Vito. E l’equilibrio pacato di Tom Hagen (Robert Duvall), il “consigliere” dei Corleone, a metà strada fra il lucido avvocato e il saggio fratello maggiore. E gli occhi sanguigni di Santino “Sonny” Corleone, calzato da James Caan, la testa calda della famiglia. E la figura esile del pavido Fredo Corleone (John Cazale), troppo fragile e indeciso, rispetto agli altri figli di Don Vito, per ambire al titolo di “Padrino”.
“Il Padrino II e III”, forti di questo primo capitolo, potranno soffermarsi di meno sulla costruzione estetica dei “personaggi” e delle loro figure carismatiche, e proseguire la narrazione sviluppando imprevedibili intrecci ma anche (specialmente “Il Padrino III”) puntando sempre di più sull’introspezione e l’approfondimento psicologico di una personalità tormentata e complessa come quella di Michael Corleone.
Ne Il Padrino I la tensione emotiva, coadiuvata da una sceneggiatura sapiente e perfino pittoresca, non cala mai e si taglia a fette in certi momenti-clou, come il furioso (quanto breve) viaggio in macchina di Sonny deciso a punire il cognato Carlo Rizzi, reo di aver picchiato sua sorella Connie Corleone, o la drammatica conversazione tra Michael e lo stesso Carlo, ormai condannato a morte. Per non parlare dello smascheramento di Tessio, il vero traditore della famiglia Corleone, che dopo la morte di Vito (di cui era grande amico) volta le spalle al figlio Michael e gli tende una trappola, su pressione del clan rivale dei Barrese.
Memorabile, poi, la “sequenza del battesimo”, uno dei punti culminanti del film in cui F. F. Coppola scatena tutta la sua creatività e dimostra, in cabina di regia, un talento da vero artista della cinepresa. Echi perfino kubrickiani, nel montaggio incalzante che procede secondo il contrasto Dio/Morte: la telecamera, viaggiando alternativamente fra la cerimonia di battesimo del piccolo figlio di Connie e Carlo (alla quale è presente Michael Corleone) e i contemporanei, brutali omicidi comandati da Michael ed eseguiti dai suoi sicari, regala emozioni fortissime, tramutando le esecuzioni dei capi delle famiglie invise ai Corleone in una cupa, inquietante poesia. Il drammatico conflitto fra la sacralità del battesimo di un bimbo e la brutalità delle sparatorie mafiose, esacerbato peraltro dalla voce celeste e solenne del prete celebrante mantenuta da Coppola anche durante le scene degli omicidi, richiama un tema, quello della contraddizione fra fede religiosa e cinismo criminale, che tornerà prepotentemente soprattutto ne “Il Padrino III”.
Nino Rota, infine, merita una menzione speciale. La sua fosca, intensa colonna sonora, come accade ai migliori compositori che si cimentano con la settima arte, entra decisamente a far parte della narrazione: crea le atmosfere ma non solo. Guida la storia, non si limita ad accompagnarla, ne integra peculiarità e significati. E rimane indissolubilmente impressa, nella mente del pubblico, assieme ai volti e alle ambientazioni de “Il Padrino”. Come capitò a Giorgio Moroder con “Scarface”. Come capitò a Ennio Morricone con “C’era una volta in America”.

<!–adsense–>

Matteo Bordiga

Notizie dal futuro: Presentazione

Il dottor Drugo Drugowski

Benvenuti nel futuro!!

Il mio nome è Drugowski, Drugo Drugowski, ma voi chiamatemi semplicemente Drugo o non chiamatemi affatto se preferite. Vi scrivo dal futuro, dal 2032 per esattezza, per tenervi informati sul mondo del “cinema che sarà”.

Intanto qualche bella notizia per tirarvi su d’animo. Il mondo esiste ancora, non è stato distrutto da nessuna guerra nucleare, le macchine non hanno ancora preso il controllo e nessun Terminator sta per essere mandato indietro nel tempo, (dormi tranquillo John Connor).
La situazione politica non è poi cambiata di tanto. Ah, son tornati i democristiani, “capirai che novità” starà pensando qualcuno di voi, ma io parlo di quelli veri! E con loro è tornato il Divo, Giulio Andreotti che alla veneranda età di 113 anni è a capo del suo 13° governo. Il PD esiste ancora e continua a dormire.

Ma non perdiamoci in chiacchiere, siamo qui per parlare di cinema. Del cinema del futuro. Chissà quante aspettative in voi, ma non illudetevi, poche buone nuove dal futuro.
Il 3D non è più un’eccezione ma una regola, l’odorama è entrato a far parte della vita di ognuno di noi, potrete gustarvi al meglio ogni singolo peto dei vari cinepanettoni di De Sica & Co.
Moccia continua a far danni, Brizzi insiste con le sue commedie.
E se chiedete in giro di Monicelli, Antonioni, Bertolucci ecc. nessuno saprà darvi una risposta perché nessuno si ricorda di loro.
Le attrici più brave saranno Laura Chiatti e Martina Stella, e ho detto tutto!!!

E tante altre notizie arriveranno per voi direttamente dal 2032.
Sono graditi commenti di ogni genere, apprezzamenti, critiche, anche insulti se vi fa piacere. Tanto io non vi risponderò.
Forse vi divertirò, vi farò incazzare, vi stupirò o magari vi annoierò e basta. Ma voi continuate a seguirmi.

Continua…

Drugo Drugowski